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Biblioteca Comunale

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Suggestioni

"Immagini a matita"
(... racconto di Bruna Lizzi ... )

Se passeggiando per la spiaggia, o per la strada che la fiancheggia, ci troviamo vicino al faro, fermiamoci poco prima a guardare un piccolo angolo della vecchia Lignano. La zona è demaniale, con poche, piccole, semplici casette di legno, inserite in una vegetazione spontanea: agavi, cespugli, qualche alberello di prugne selvatiche e siepi enormi di rosmarino profumato di salso.
D’estate qualcuno affitta lo spazio per una roulotte o una camera con uso di cucina; la “sala da pranzo” è fuori sotto gli alberi, all’ombra e, come arredo, un grande tavolone di legno con sedie disparate.
Una fontana verde a pompa, funge da lavapiatti. Vicino, a pochi passi, un piccolo bar nello stesso stile, ci invita ad una sosta. Tutto è tranquillo: si può sentire il mare di fronte cantare la sua canzone. Una vita semplice, penso e per un momento mi sento parte della natura, a pochi passi, un fazzoletto di sabbia con una ventina di vecchi ombrelloni che vorrebbero andarsene a riposo, noleggiati dai gestori del bar ristorante Santa Monica. Siamo vicinissimi al canale ove è proibita la balneazione. Le alghe portate dalla marea, creano a riva una viscida barriera; eppure per chi volesse un giorno starsene tranquillo a leggere sotto l’ombrellone, quest’angolo è l’ideale. Poco frequentato, il bar vicino, le barche che passano: il loro andare e venire ci concilia con i nostri pensieri e la mente, in questo silenzio, è libera di parlare. Al di là del canale, raggiungibile in poco tempo anche con un pattino, l’Isola delle conchiglie ci invita a sbarcare per una piacevole passeggiata. Lunga e stretta, fa da barriera alla retrostante laguna. I gabbiani, protetti nel loro habitat, qui nidificano ed i giovani prendono le prime lezioni di volo guidati dagli anziani. Da qui essi partono in gruppo all’apparire dei pescherecci che rientrano in porto, per seguirli ed afferrare gli scarti della pesca gettati in mare. A riva un tappeto di conchiglie con una varietà che rende difficile la scelta. Poi l’occhio si fa esperto e scopre, qui un sasso particolare, là un ramo secco che sembra una scultura; piccole cose che ingrossano sempre di più il sacchetto di plastica che abbiamo con noi. Ricordi da portare a casa per ritrovare ancora, nei mesi freddi, una giornata di sole, un’isola e i regali del mare.

Lignano, estate ‘90